10  DICEMBRE 2017
 

L’impatto della rivista nell’ecosistema dell’impresa sociale

In una fase storica in cui la qualità editoriale (e non solo) si misura in termini di velocità di consegna e di disintermediazione dell’elaborazione dei contenuti, i 10 numeri in 5 anni della rivista Impresa Sociale rappresentano un traguardo importante che merita di essere approfondito. L’impostazione “a rilascio progressivo” – con la presentazione in anteprima dell’intero indice del numero e la successiva pubblicazione a scansione degli articoli – ha dimostrato, almeno fin qui, una buona efficacia rispetto all’intento che animava la nuova versione digitale: catturare un pubblico più ampio ed anche più differenziato rispetto ad un oggetto – l’impresa sociale – che ormai ha valicato i confini della sua nicchia originaria. 

L’impatto della rivista nell’ecosistema dell’impresa sociale

La competitività è maggiore per le imprese coesive: sogno o realtà?

La competitività è maggiore per le imprese coesive: sogno o realtà?

La grande crisi finanziaria e le conseguenti crisi dell’economia reale e sociale hanno scosso la visione neoliberista che l’impresa debba mirare al solo profitto, esaltando invece il ruolo della responsabilità sociale d’impresa (RSI). Imprese più responsabili verso gli stakeholder sono ora giudicate preziose per favorire l’inclusione sociale. Ma il trade-off tra RSI e performance d’impresa esiste? Se favorire l’inclusione sociale danneggia i risultati d’impresa, ciò sarà insostenibile. Se invece il trade-off non esiste, la RSI farà solo bene. A partire da dati di un’indagine Unioncamere, si indagherà quel trade-off. In particolare, anziché considerare la propensione dell’impresa all’RSI – che spesso sfugge ad una rilevazione formale, specie nel contesto italiano di imprese medio-piccole e familiari – ci si concentrerà sul presupposto dell’RSI, ossia il grado di coesività dell’impresa. Infatti un’impresa è coesiva se ha un’alta propensione alle relazioni con gli stakeholder ed è difficile che un’impresa si preoccupi dei suoi stakeholder se non è in relazione con essi. Per inciso, quest’ultima ipotesi è validata dalle nostre regressioni. Il nostro risultato chiave sarà che il trade-off ipotizzato non esiste: imprese più coesive – e quindi più orientate all’RSI – hanno performance in media migliori delle omologhe meno coesive. Dunque, quanto meno a partire dai nostri dati, essere coesive non comporta penalità ma, semmai, benefici: le imprese coesive non sono un sogno – qualcosa di bello, però insostenibile – ma una realtà. La coesività dà risultati win-win: rende le imprese più utili socialmente e più competitive. 

Le dimensioni dell’innovazione sociale

Le dimensioni dell’innovazione sociale

Le recenti trasformazioni socio-economiche hanno fatto emergere, con forza crescente, l’importanza dell’innovazione sociale. Di pari passo, i decisori pubblici hanno implementato un numero sempre maggiore di politiche orientate a supportare lo sviluppo di iniziative di innovazione sociale. Nonostante l’attualità e la rilevanza del tema, manca tutt’ oggi una delineazione univoca delle dimensioni fondanti e dei confini definitori del concetto di innovazione sociale. La social innovation, infatti, si contraddistingue per essere un “concetto-ombrello” che include un insieme molto ampio e variegato di iniziative, attività, soggetti e contesti. Tale caratterizzazione ha favorito l’adozione di un approccio inclusivo nel tracciarne i confini enunciativi, contribuendo dunque all’attuale varietà definitoria. Partendo da queste premesse, il presente articolo propone una review dell’attuale dibattito (accademico e non) al fine di delineare un modello che permetta di sintetizzare e interpretare le differenti dimensioni definitorie del concetto di innovazione sociale. In particolare, tale modello intende offrire un framework di riferimento sia per la definizione di possibili percorsi di ricerca futuri sia per il design e l’implementazione di politiche pubbliche dall’elevato impatto sociale. 

Innovazione sociale e sviluppo territoriale

Innovazione sociale e sviluppo territoriale

Questo saggio mette in scena spazi e luoghi, intesi come habitat di speranza e cambiamento, resistenza e innovazione sociale, con un alto potenziale di emancipazione a livello socio-politico. Attraverso l’analisi di due percorsi di ricerca-azione di lungo periodo, uno in Europa e l’altro in Québec, il paper illustra la rilevanza di iniziative, modelli di governance e processi d’istituzionalizzazione socialmente innovativi in ambito territoriale. Affronta inoltre il ruolo svolto dalla ricerca come strumento di innovazione sociale in grado di dar vita a inedite modalità di cooperazione tra attori istituzionali e pratiche sociali emergenti. Una modalità di cooperazione che ridisegna i processi di generazione della conoscenza, mettendo in discussione ipotesi di indagine e strumentazione metodologica.