10  DICEMBRE 2017
 

Stakeholder engagement e impatto sociale nei servizi sociali: la sperimentazione MARAC in Trentino

L’obiettivo di questo studio è introdurre una sperimentazione di misurazione dell’impatto sociale attraverso una metodologia partecipata di stakeholder engagement all’interno dei Servizi Sociali in Trentino. A partire dal 2017 la Provincia Autonoma di Trento ha avviato un progetto di Multi-Agency Risk Assessment Conferences (MARAC) che prevede il coinvolgimento di attori diversi nella definizione e presa in carico dei casi di donne vittime di violenza. Al fine di valutare, sia in itinere che ex post, se il nuovo sistema di coinvolgimento degli stakeholder sia in grado di individuare e rispondere meglio ai casi di violenza sulle donne, è stato costruito un insieme di indicatori di output e outcome con lo scopo di monitorare costantemente il processo MARAC ed intervenire con azioni correttive laddove opportuno. Da un punto di vista metodologico, la costruzione degli indicatori di impatto sociale è stata svolta attraverso la partecipazione di tutti i soggetti del tavolo multi-stakeholder, coerentemente con l’impostazione MARAC e con le finalità del progetto. In questo modo, seguendo un approccio multiple constituencies, i diversi attori coinvolti si sono fatti portavoce di specifiche istanze che hanno trovato una risposta comune e condivisa. Le metriche così individuate sono state raccolte in maniera corresponsabile attraverso la partecipazione e il coinvolgimento dei diversi attori del tavolo MARAC. Questo progetto evidenzia le potenzialità dello stakeholder engagement per la definizione delle misure di impatto sociale; infatti, nel progetto MARAC, ogni attore è riuscito a partecipare alla co-costruzione e co-creazione di metriche e misure che individualmente non avrebbero trovato significato. 

Stakeholder engagement e impatto sociale nei servizi sociali: la sperimentazione MARAC in Trentino

La competitività è maggiore per le imprese coesive: sogno o realtà?

La competitività è maggiore per le imprese coesive: sogno o realtà?

La grande crisi finanziaria e le conseguenti crisi dell’economia reale e sociale hanno scosso la visione neoliberista che l’impresa debba mirare al solo profitto, esaltando invece il ruolo della responsabilità sociale d’impresa (RSI). Imprese più responsabili verso gli stakeholder sono ora giudicate preziose per favorire l’inclusione sociale. Ma il trade-off tra RSI e performance d’impresa esiste? Se favorire l’inclusione sociale danneggia i risultati d’impresa, ciò sarà insostenibile. Se invece il trade-off non esiste, la RSI farà solo bene. A partire da dati di un’indagine Unioncamere, si indagherà quel trade-off. In particolare, anziché considerare la propensione dell’impresa all’RSI – che spesso sfugge ad una rilevazione formale, specie nel contesto italiano di imprese medio-piccole e familiari – ci si concentrerà sul presupposto dell’RSI, ossia il grado di coesività dell’impresa. Infatti un’impresa è coesiva se ha un’alta propensione alle relazioni con gli stakeholder ed è difficile che un’impresa si preoccupi dei suoi stakeholder se non è in relazione con essi. Per inciso, quest’ultima ipotesi è validata dalle nostre regressioni. Il nostro risultato chiave sarà che il trade-off ipotizzato non esiste: imprese più coesive – e quindi più orientate all’RSI – hanno performance in media migliori delle omologhe meno coesive. Dunque, quanto meno a partire dai nostri dati, essere coesive non comporta penalità ma, semmai, benefici: le imprese coesive non sono un sogno – qualcosa di bello, però insostenibile – ma una realtà. La coesività dà risultati win-win: rende le imprese più utili socialmente e più competitive. 

L’impatto della rivista nell’ecosistema dell’impresa sociale

L’impatto della rivista nell’ecosistema dell’impresa sociale

In una fase storica in cui la qualità editoriale (e non solo) si misura in termini di velocità di consegna e di disintermediazione dell’elaborazione dei contenuti, i 10 numeri in 5 anni della rivista Impresa Sociale rappresentano un traguardo importante che merita di essere approfondito. L’impostazione “a rilascio progressivo” – con la presentazione in anteprima dell’intero indice del numero e la successiva pubblicazione a scansione degli articoli – ha dimostrato, almeno fin qui, una buona efficacia rispetto all’intento che animava la nuova versione digitale: catturare un pubblico più ampio ed anche più differenziato rispetto ad un oggetto – l’impresa sociale – che ormai ha valicato i confini della sua nicchia originaria. 

L'innovazione sociale per politiche pubbliche efficaci

L'innovazione sociale per politiche pubbliche efficaci

Le recenti trasformazioni socio-economiche hanno fatto emergere, con forza crescente, l’importanza dell’innovazione sociale. Di pari passo, i decisori pubblici hanno implementato un numero sempre maggiore di politiche orientate a supportare lo sviluppo di iniziative di innovazione sociale. Nonostante l’attualità e la rilevanza del tema, manca tutt’oggi una delineazione univoca delle dimensioni fondanti e dei confini definitori d el concetto. La social innovation, infatti, si contraddistingue per essere un “concetto-ombrello” che include un insieme molto ampio e variegato di iniziative, attività, soggetti e contesti. Tale caratterizzazione ha favorito l’adozione di un approccio inclusivo nel tracciarne i confini enunciativi, contribuendo all’attuale varietà definitoria. Partendo da queste premesse, questo saggio propone una review dell’attuale dibattito (accademico e non) al fine di delineare un modello che permetta di sintetizzare e interpretare le differenti dimensioni definitorie del concetto di innovazione sociale. In particolare, tale modello intende offrire un framework di riferimento sia per la definizione di possibili percorsi di ricerca futuri sia per il design e l’implementazione di politiche pubbliche dall’elevato impatto sociale.