SETTEMBRE 2017
 

La nuova disciplina dell’impresa sociale. Una prima lettura sistematica

Nell’ambito della generale riforma del Terzo settore, il nuovo decreto sull’impresa sociale si pone l’obiettivo di risolvere le insufficienze e lacune della precedente normativa, al fine di rilanciare l’impresa sociale quale modello organizzativo del Terzo settoreimprenditoriale. L’articolo offre una prima lettura globale e sistematica della nuova disciplina dell’impresa sociale, focalizzando l’attenzione sulle norme incentivanti la costituzione e lo sviluppo delle imprese sociali, nonché sugli effetti dell’interazione tra decreto sull’impresa sociale e Codice del terzo settore. L’articolo si sofferma infine sulle cooperative sociali, per valutare, in particolare, le possibili conseguenze del loro riconoscimento normativo come imprese sociali “di diritto”. 

La nuova disciplina dell’impresa sociale. Una prima lettura sistematica

La riforma dell’impresa sociale. Una prospettiva diversa

La riforma dell’impresa sociale. Una prospettiva diversa

Il decreto legge sull’impresa sociale ha riconosciuto una rilevanza a questo modello imprenditoriale assai maggiore di quanto non fosse avvenuto nel 2005/2006 con la legge 118 e il d.lgs. 155. Non entrerò nel merito dei motivi che mi spingono a questa affermazione, mi limito ad osservare che il riconoscimento dell’efficacia di questo modo di fare impresa in ambiti sempre più estesi, nonché la creazione di un fondo per il sostegno e lo sviluppo dell’impresa sociale, sono, a mio parere, un segno evidente di un atteggiamento del legislatore finalmente positivo su una realtà che sembrava accettata, anche nella legislazione di dieci anni fa, con molto scetticismo, vista la natura dirompente rispetto ai canoni classici del pensiero economico e giuridico secondo il quale un’impresa o è dedita al profitto o non lo è (nel senso che è destinata all’inefficienza e al fallimento). 

Governance e filantropia strategica nelle Fondazioni

Governance e filantropia strategica nelle Fondazioni

L’attività di erogazione effettuata dalle Fondazioni a favore di iniziative sociali e di welfare, in Italia come all’estero, rappresenta un insostituibile intervento sussidiario rispetto ai sempre più limitati fondi pubblici. Alla maggiore rilevanza di questi fondi privati si associa, inevitabilmente, un crescente interesse verso gli enti di erogazione e la richiesta di procedure efficaci e trasparenti quando questi procedono, nell’ambito della filantropia istituzionale, a finanziare i progetti più meritevoli espressi dagli operatori del cosiddetto terzo settore o a promuovere proprie iniziative per soddisfare direttamente specifici bisogni locali. Utilizzando le opinioni dei principali soggetti decisori nelle Fondazioni, il progetto di ricerca qui presentato ha verificato sotto il profilo empirico le relazioni osservabili tra i principali modelli di filantropia istituzionale proposti dalla letteratura, le attività di governo e le prestazioni delle Fondazioni. Questa rapporto si pone l’obiettivo di fornire agli operatori del settore degli originali spunti di riflessione analizzando il grado di condivisione ed adozione delle pratiche di filantropia strategica suggerite dalla bibliografia e dalla prassi internazionale. Il quadro teorico di riferimento adottato descrive l’attività filantropica istituzionale come originata da processi di governo che possono essere, vicendevolmente, più deterministici, pianificare e controllare, o più solidaristici, incentivare e supportare. La metodologia utilizzata ricerca le associazioni più significative di questi diversi approcci con il modello d’intervento multifase predominante nella letteratura anglosassone e così articolato: selezione ex ante dei migliori beneficiari; ricerca di ulteriori finanziatori e partner di progetto; sviluppo in itinere della progettualità a fianco dei beneficiari per aumentarne le prestazioni; verifica ex post di risultati ed impatti per influenzare l’agenda sociale di tutti gli operatori del settore ed aumentare la scala e le dimensioni degli interventi di successo. Partendo dall’assunto che ogni Fondazione definisce in piena libertà i modelli di intervento e le attività di governo, non esiste infatti in letteratura un modello vincente per tutti i possibili contesti, l’analisi condotta offre dei riferimenti concreti in merito ai processi di “governance” valutati come più utili e soddisfacenti da quei soggetti decisori che dichiarano una maggiore condivisione e efficacia della filantropia strategica, consentendo di esplorare la domanda di ricerca: “quale governo per un maggiore impatto sociale?” I risultati confermano una sostanziale condivisione ed adozione dei modelli d’intervento multifase supportati da attività di governo deterministiche ma anche da importanti elementi solidaristici tipici della tradizione filantropica Italiana. Si delinea, pertanto, un modello di filantropia nazionale con marcati elementi di originalità, che merita approfondimento e discussione, e pare in grado di creare valore sociale qualora implementato da soggetti di governo consapevoli del ruolo di professionisti del terzo settore che sono chiamati ad interpretare per essere concretamente agenti del cambiamento sociale. Di prossima pubblicazione: settembre-ottobre 2017 

I 30 anni del Gruppo cooperativo Cgm

I 30 anni del Gruppo cooperativo Cgm

Il tema delle reti attraversa, fin dalla sua origine, la storia della cooperazione sociale. In particolare le vicende organizzative, personali e di contesto legate alla costituzione, trent'anni fa, del gruppo cooperativo Cgm sono ricche di elementi conoscitivi e di apprendimento che, con le dovute accortezze comparative, possono contribuire a leggere la fase attuale e il futuro prossimo di quello che rimane il più importante "conglomerato" imprenditoriale della cooperazione sociale. Inoltre, le stesse considerazioni e analisi possono essere utili per interpretare i processi di nascita e affermazione di nuovi network che reinterpretano in forme diverse il mix tra legami inter-organizzativi e comunità imprenditoriali vocate all'innovazione sociale al fine di rilanciare lo sviluppo dell'impresa sociale in questa cruciale fare post riforma.