11  NOVEMBRE 2018
 

Nonprofit in forma societaria versus nonprofit in forma non societaria

In questo paragrafo verranno messe a confronto le istituzioni nonprofit societarie con quelle non societarie, considerando sia variabili di struttura (localizzazione geografica, periodo di costituzione, fatturato e dipendenti) che il settore di attività prevalente.

Nel complesso, le istituzioni con una forma giuridica societaria (società di persone, società di capitali, ecc.) hanno un peso relativo piuttosto marginale, rappresentando solo il 6,2% delle organizzazioni attive nel settore nonprofit (Tabella 3). Tuttavia, tale quota si differenzia a livello geografico: è maggiore nelle Isole e al Sud (dove è rispettivamente pari al 9,4% ed al 8,9%) rispetto al Centro (5,9%) ed al Nord (5,3% nel Nord-Ovest e 4,3% al Nord-Est). Nel dettaglio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna si attestano su percentuali superiori al 9% mentre Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Piemonte e Toscana non superano la soglia del 4%.

lori-tab03 Tabella 3. Istituzioni nonprofit societarie e non societarie e dipendenti per ripartizione geografica. Anno 2015 – Fonte: Elaborazioni proprie su dati Istat. Registro delle Istituzioni Non Profit – Censimento permanente delle Istituzioni Non Profit 2015

Se la rilevanza del nonprofit societario è contenuta qualora si conteggino le istituzioni, è vero il contrario quando si considera il numero dei dipendenti in esso impiegati, pari a ben il 53,7% del totale dei dipendenti complessivamente occupati nel settore nonprofit. La distribuzione per localizzazione territoriale, anche in questo caso, presenta dei valori percentuali eterogenei con una variabilità che non risulta fortemente influenzata dall’asse Nord-Sud. Le differenze a livello di ripartizione geografica non sono particolarmente marcate, con il Mezzogiorno e il Nord-Est che registrano una quota di dipendenti occupati nel nonprofit societario intorno al 59% rispetto a Centro e Nord-Ovest dove la percentuale si attesta sotto il 51%. Più diversificata è invece la distribuzione a livello regionale con Basilicata, Umbria, Molise, Marche ed Emilia-Romagna che presentano valori superiori al 70% rispetto ad altre regioni (Lazio, Trentino-Alto Adige, Lombardia) in cui la quota dei lavoratori del nonprofit societario non supera il 45% del totale.

Rimanendo sui dipendenti (Tabella 4), le istituzioni nonprofit con forma societaria tendono a concentrarsi nella classe con oltre 50 dipendenti (61,1%). Tale percentuale scende al 47,8% in riferimento alla classe ‘da 11 a 50’ mentre nelle classi ‘da 4 a 10’ e ‘da 1 a 3’ si osservano rispettivamente valori pari al 35,4% e al 18,6%. Infine, tra le istituzioni nonprofit senza dipendenti solo il 2,1% ha una forma societaria, confermando che vi è una relazione stretta relazione tra la classe di dipendenti e il profilo giuridico dell’istituzione.

lori-tab04 Tabella 4. Istituzioni nonprofit societarie e non societarie per classe di dipendenti. Anno 2015 – Fonte: Elaborazioni proprie su dati Istat. Registro delle Istituzioni Non Profit – Censimento permanente delle Istituzioni Non Profit 2015

Rispetto al settore di attività (Tabella 5), il peso delle istituzioni nonprofit in forma societaria non è uniforme sia che si consideri il numero di unità sia che si osservi il numero di dipendenti impiegato. Se nel settore dello sviluppo economico e della coesione sociale la gran parte delle istituzioni nonprofit assume la forma d’impresa (87,2%) impiegando oltre 96,8% dei dipendenti, nell’ambito della cultura, sport e ricreazione solo il 2,4% delle istituzioni è di tipo societario occupando comunque più di un quarto dei dipendenti del settore. Per quanto riguarda il comparto dell’assistenza sociale, il 21,4% delle istituzioni è in forma d’impresa, percentuale molto inferiore alla quota di dipendenti impiegati (79,6% del totale). Una situazione simile la si osserva nell’ambito della sanità, dove il 9,0% delle istituzioni nonprofit societarie raccoglie il 38,6% dei dipendenti. Nel settore dell’istruzione e ricerca, invece, le quote di istituzioni societarie e di dipendenti in esse impegnati sono più allineate (rispettivamente pari al 12,5% e al 18,6% del totale). Infine, è interessante rilevare come nella categoria ‘altro’, che raccoglie alcuni settori di attività tipici del nonprofit (protezione dell’ambiente, tutela dei diritti ed attività politica, filantropia e promozione del volontariato, cooperazione internazionale, religione, relazioni sindacali), l’incidenza del nonprofit societario sia piuttosto marginale.

lori-tab05 Tabella 5. Istituzioni nonprofit societarie e non societarie e dipendenti per settore di attività. Anno 2015 – Fonte: Elaborazioni proprie su dati Istat. Registro delle Istituzioni Non Profit – Censimento permanente delle Istituzioni Non Profit 2015

Al crescere del volume d’affari, aumenta la percentuale delle istituzioni nonprofit in forma societaria (Tabella 6) che raggiunge il valore più alto (67,5%) tra le realtà che presentano ricavi dalla vendita di beni e servizi superiori ai 500mila euro. Tale quota decresce al diminuire del fatturato: è pari al 61,1% tra le istituzioni con un volume d’affari fra i 200mila e i 500mila euro, e scende fino al 52,7% e al 29,8% tra quelle che rientrano, rispettivamente, nelle classi da 70mila a 200mila euro e dai 5mila ai 70mila euro. Solo l’1,4% delle istituzioni nonprofit con ricavi fino ai 5mila euro è un’impresa.

lori-tab06 Tabella 6. Istituzioni nonprofit societarie e non societarie per classe di fatturato. Anno 2015 – Fonte: Elaborazioni proprie su dati Istat. Registro delle istituzioni nonprofit – Censimento permanente delle istituzioni nonprofit 2015

Se si considera il periodo di costituzione (Tabella 7), si nota come al passare del tempo cresca l’incidenza relativa delle nonprofit societarie. Fino al 1990, la forma d’impresa era adottata solo dal 4,0% delle istituzioni, percentuale che sale al 5,2% e al 6,3% rispettivamente negli anni ‘90 e nel decennio 2001-2010. Tale trend di crescita si rafforza nel quinquennio 2011-2015 con una quota di nonprofit societarie pari all’8,5%.

lori-tab07 Tabella 7. Istituzioni nonprofit societarie e non societarie per periodo di costituzione. Anno 2015 – Fonte: Elaborazioni proprie su dati Istat. Registro delle Istituzioni Non Profit – Censimento permanente delle Istituzioni Non Profit 2015

In conclusione, le istituzioni nonprofit in forma societaria sono una realtà in crescita pur rappresentando una parte relativamente minoritaria del settore nonprofit. Si caratterizzano per fatturato e l’impiego di un cospicuo numero di dipendenti impiegato e sono più diffuse nel Mezzogiorno e nel settore dello sviluppo e della coesione sociale.

 

La specificità imprenditoriale del nonprofit in forma societaria

Dopo avere analizzato il profilo delle istituzioni nonprofit societarie rispetto a quelle non societarie è interessante estendere il confronto alle imprese for profit. In Italia, sono attive 5 istituzioni nonprofit in forma societaria ogni 1.000 mille imprese, istituzioni che occupano 37 dipendenti ogni 1.000 dell’intero settore privato (Tabella 8). Tali rapporti tuttavia non si mantengono costanti dal punto di vista geografico. Nelle isole si riscontrano 8 istituzioni ogni 1.000 imprese mentre al Sud tale rapporto scende a 6 istituzioni ogni 1.000 imprese; è comunque nelle regioni del Nord che si osserva il numero più basso di istituzioni ogni 1.000 imprese (4). Il confronto in termini di dipendenti tende solo in parte a confermare il quadro precedente poiché se nelle Isole si rileva la quota più elevata di dipendenti del nonprofit societario (61 ogni 1.000), passando dalle regioni del Nord a quelle del Sud le differenze non sono così marcate. In sostanza, le imprese nonprofit sono più diffuse in termini relativi nelle aree del Paese storicamente più deboli dal punto di vista economico, tuttavia, l’impatto in termini occupazionali è piuttosto significativo solo nelle Isole.

lori-tab08 Tabella 8. Istituzioni nonprofit in forma societaria e dipendenti per ripartizione geografica. Anno 2015 – Fonte: Elaborazioni proprie su dati Istat. Registro delle Istituzioni Non Profit – Censimento permanente delle Istituzioni Non Profit 2015

Rispetto al resto delle imprese, le istituzioni nonprofit societarie sono di recente costituzione e presentano un trend crescente qualora si proceda dagli anni più lontani nel tempo sino a quelli più recenti (Tabella 9). Difatti, se la quota di nonprofit societarie ogni mille imprese nate prima degli anni ‘90 è pari a 3, considerando il quinquennio 2011-2015 il rapporto sale a 7. Inoltre, è interessante rilevare se rispetto alle due principali variabili dimensionali di un’impresa, e cioè il numero di dipendenti impiegati e il fatturato, ci siano differenze rilevanti.

lori-tab09 Tabella 9. Istituzioni nonprofit in forma societaria per periodo di costituzione, classi di dipendenti e classi di fatturato. Anno 2015 – Fonte: Elaborazioni proprie su dati Istat. Registro delle Istituzioni Non Profit – Censimento permanente delle Istituzioni Non Profit 2015

Nel complesso, le imprese nonprofit sono labour intensive se confrontate al settore for profit in quanto l’incidenza delle prime aumenta in modo esponenziale rispetto alle imprese for profit al crescere della classe dimensionale dei dipendenti. Nel dettaglio, nella classe ‘da 1 a 3’ dipendenti si individuano 5 nonprofit ogni 1.000 imprese, quota che sale a 14 nella successiva (da 4 a 10) sino a 32 e 67 rispettivamente nelle classi ‘da 11 a 50’ e oltre 50 dipendenti. Questo andamento non si riscontra invece qualora si consideri la distribuzione delle istituzioni rispetto alla classe di fatturato che sembra avere un andamento ad U: le società nonprofit sono più presenti tra le imprese con un fatturato inferiore ai 5mila euro per poi risalire nelle classi da 200mila a 500mila euro ed oltre 500mila euro. In altri termini, quindi, il volume d’affari delle istituzioni nonprofit societarie sembrerebbe essere in genere minore di quello delle imprese mainstream, sebbene ve ne siano anche di grandi in grado di attestarsi sui livelli di performance economica delle società for profit.