3 aprile 2014
 

Note

1. Notava lucidamente questo aspetto, oltre venticinque anni fa, Busnelli (1993 - 93 ss.)

2. Sia consentito rinviare a quanto si è sostenuto in Gori (2018).

3. Un’ interessante e completa ricostruzione della disciplina normativa del Terzo settore in Italia si trova in Addis, Ferioli e Vivaldi (2011 - 129 ss.).

4. Il primo utilizzo del nomen “Terzo settore” è avvenuto dapprima, fugacemente, nel D.P.R. 5 ottobre 1998, n. 369, Regolamento recante norme per l’organizzazione dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e del Centro nazionale di documentazione e di analisi per l’infanzia e l’adolescenza, a norma dell’articolo 4, comma 1, della legge 23 dicembre 1997, n. 451, e successivamente, nelle fonti primarie, nella legge 8 novembre 2000, n. 328, Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, all’art. 5, rubricato “Ruolo del terzo settore”. Successivamente, si trovano richiami al Terzo settore, senza sapere, però, in definitiva, a quale categoria enti ci si stesse riferendo. Il caso più emblematico è rappresentato dalla modifica della denominazione dell’Agenzia per le Onlus, istituita con D.P.C.M. 26 settembre 2000, in Agenzia per il Terzo settore (D.P.C.M. 26 gennaio 2011), senza precisare la portata del cambio quanto all’ambito di operatività. L’art. 3 del D.P.C.M., infatti, individuava i destinatari dell’attività dell’Agenzia con una espressione assai ampia, “organizzazioni non lucrative di utilità sociale, il terzo settore e gli enti non commerciali”, che considerava unitariamente qualifiche tributarie (Onlus e enti non commerciali) ed una qualifica giuridicamente inesistente.

5. Sulla problematicità di tali esclusioni, che comunque rimane anche nel nuovo regime, si vedano le riflessioni ancora attuali di Rossi (2008 - 70 ss.)

6. Su richiesta dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) il Consiglio di Stato ha rilasciato il parere 20 agosto 2018, n. 2052 sul rapporto fra il Codice dei contratti pubblici e Codice del Terzo settore.

7. Per chi fosse interessato: https://bit.ly/2yNWBMY

8. Per approfondimenti si veda il contributo di Carola Carazzone, segretario della rete Assifero, pubblicato su Percorsi di Secondo Welfare: “Le fondazioni di comunità in Italia: da erogatori a attivatori di capitale sociale e catalizzatori di innovazione”.

9. Rimandiamo in tal senso al volume di Venturi e Zandonai (2016).

10. Per approfondimenti su questi aspetti rinviamo a Venturi e Zandonai (2017).

11. Per approfondimenti sulla relazione tra la nuova disciplina (soprattutto concernente l’impresa sociale) e i suoi vari stakeholder si rimanda a Fici (2018), sullo stesso numero di questa rivista.

12. Il termine per l’adeguamento degli statuti alle norme inderogabili stabilite dal Codice del Terzo settore per gli enti attualmente in possesso della qualifica di ODV, APS o ONLUS è stabilito, ai sensi dell’art. 101, c. 2 CTS entro il 3 agosto 2019.

13. Alcune indicazioni in tal senso si possono trovare in Consorti, Gori e Rossi (2018).

14. La vicenda della qualificazione giuridica del volontariato individuale ha visto intervenire una serie di pronunce delle Corti dei Conti - Sezioni Regionali con orientamenti fortemente restrittivi (Deliberazione Corte dei Conti Toscana, sezione regionale di controllo, n. 141/2016/PAR; Deliberazione Corte dei Conti Lombardia, sezione regionale di controllo, n. 192/2015/PAR; Deliberazione Corte dei Conti Piemonte, sezione regionale di controllo, n. 126/2017/SRCPIE/PAR), fino al pronunciamento della Corte dei Conti, sezione delle autonomie, deliberazione n. 26/SEZAUT/2017/QMIG, 24 novembre 2017, che ne ha definito condizioni di ammissibilità e qualificazione giuridica.

15. Pone questo tema con forza Marocchi (2017 - 21 ss.).

16. Per il monitoraggio di questo particolare fenomeno rimandiamo al Rapporto Labsus (2017).

17. Un’analisi di questa evoluzione si trova nel saggio di Ferri, Pini e Rinaldi (2017).

18. A delineare questo scenario sono, tra gli altri, Venturi e Puccio (2018).

 

Bibliografia

Addis P., Ferioli E.A., Vivaldi E. (2011), “Il Terzo settore nella disciplina normativa dall’Unità ad oggi”, in Rossi E., Zamagni S. (a cura di), Il Terzo settore nell’Italia unita, Il Mulino, Bologna.

Busnelli F.D. (1993), “Il diritto delle persone”, in AA.VV. (a cura di), I cinquant’anni del Codice civile. Atti del Convegno (Milano, 4-6 giugno 1992), Vol. I - Relazioni, Giuffrè, Milano.

Consorti P., Gori L., Rossi E. (2018), Diritto del Terzo settore, Il Mulino, Bologna.

Ferri G., Pini M., Rinaldi A. (2017), “La competitività è maggiore per le imprese coesive: sogno o realtà?”, Impresa Sociale, 10.2017, pp. 30-50. DOI: 10.7425/IS.2017.10.04

Fici A. (2018), “La nuova disciplina dell’impresa sociale nella prospettiva dei suoi diversi stakeholder”, Impresa Sociale, 11.2018, pp. 7-14. DOI: 10.7425/IS.2018.11.03

Gori L. (2018), “Il sistema delle fonti nel diritto del Terzo settore”, Osservatorio sulle fonti, Anno XI, Fascicolo 1, pp. 1-48.

Labsus (a cura di) (2018), Amministrazione condivisa dei beni comuni, Rapporto Labsus 2017.

Marocchi G. (2017), “Comunità vs. Iper-regolazione”, Welfare Oggi, 5.

Rossi E. (2008), “I soggetti esclusi dall’ambito ONLUS, con particolare riguardo alle fondazioni partecipate da enti pubblici”, Rivista Aretè, pp. 70-102.

Venturi P., Puccio A. (2018), “La sfida organizzativa delle imprese a impatto sociale”, Harward Business Review Italia, Giugno.

Venturi P., Zandonai F. (2016), Imprese ibride. Modelli d’innovazione sociale per rigenerare valore, Egea, Milano.

Venturi P., Zandonai F. (2017), “Impresa sociale: i tre impatti della riforma”, Non Profit Paper, 2.2017, pp. 223-241.

 


DOI: 10.7425/IS.2018.11.01

Luca Gori Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa

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