SETTEMBRE 2017
 

Come anticipato la seconda parte del questionario ha inteso comprendere come l’aderenza a certe norme sociali di buona condotta e rispetto delle regole sia connessa o meno alla scelta di acquistare un caffè sospeso. Come mostra il Grafico 7, sul totale di 61 soggetti ad aver lasciato un sospeso, la domanda 8: “In generale, direbbe che si può avere fiducia nella maggior parte della gente o che non si è mai troppo attenti e prudenti nel trattare con la gente?”) ha sollecitato in 33 partecipanti una risposta positiva (54.098%) e in 28 una negativa (45.902%).

disanto07 Grafico 7. % totale di sospesi per Fiducia negli altri

La domanda successiva (9) ha avuto indagare il livello di attachment alle norme in generale, per comprendere se le persone che tendono a giustificare azioni scorrette nei confronti degli altri e della società siano anche coloro che mostrano una minore tendenza a lasciare il caffè sospeso. Come si può osservare nel Grafici 8, 9, 10, alla domanda se sia giustificato non pagare il biglietto sull’autobus, evadere il fisco e prendere benefici dal governo, coloro che hanno risposto ‘Mai’ mostrano una frequenza maggiore di sospesi lasciati; un minor numero di sospesi è riportato da coloro che hanno risposto ‘A volte’ e un numero ancor più ridotto da coloro che hanno risposto ‘Spesso’.

disanto08 Grafico 8. % totale di sospesi per “Non pagare il biglietto”

disanto09 Grafico 9. % totale di sospesi per “Evasione fiscale”

disanto10 Grafico 10. % totale di sospesi per “Benefici del Governo”

Combinando le variabili, il Grafico 11 mostra che la frequenza più alta di sospesi acquistata è riportata da coloro che hanno risposto ‘Mai’ a tutte e tre le domande (39, pari a 59.09% del totale per la categoria ‘Non pagare il biglietto, Prendere benefici dal Governo, Evadere il Fisco’). La categoria che segue è rappresentata da coloro che hanno risposto ‘Mai’ alla domanda sul non pagare il biglietto sui mezzi di trasporto ed evitare le tasse e ‘A volte’ rispetto a prendere benefici dal governo (8, pari a 12.9% del totale per la categoria ‘Non pagare il biglietto’, ‘Prendere benefici dal Governo’ e ‘Evadere il Fisco’).

disanto11 Grafico 11. % totale di sospesi per Tasse, Biglietti e Benefici (al fine di evitare cluttering, le categorie con n<1 sono="" state="" escluse="" dal="" grafico="" span="">

 

Discussione dei risultati

Dallo studio condotto si evince che, rispetto al numero totale di caffè sospesi acquistati durante il nostro studio, il bar Gambrinus riporta una percentuale leggermente più alta di sospesi rispetto al bar Augustus e, per la variabile Genere, sono i maschi a lasciare più sospesi rispetto alla donne. Rispetto alle variabili Provenienza e Residenza, i Napoletani Residenti riportano il maggior numero di sospesi. I liberi professionisti/i laureati/e riportano una frequenza maggiore di sospesi rispetto alle altre categorie delle variabili Occupazione e Livello di educazione. Combinando le variabili, notiamo che sono i maschi e le femmine, sposati/e, napoletani/e, residenti nella città, laureati/e e liberi professionisti/e ad essersi recati al bar Augustus ad aver acquistato il maggior numero di sospesi.

Per quando riguarda l’aderenza alle norme sociali, il maggior numero di sospesi è stato acquistato da coloro che hanno dichiarato di fidarsi degli altri e risposto ‘Mai’ alle domande che indagavano se fosse giustificato infrangere norme sociali e di buona condotta. Incrociando le variabili, risulta che il maggior numero di sospesi è stato lasciato da coloro che più hanno aderito alle norme sociali.

Tuttavia questi risultati vanno analizzati cum grano salis. Se compariamo ogni categoria utilizzata in questo studio, rispetto al numero di sospesi non lasciati, tali differenze non risultano significative a livello statistico, pertanto non è possibile concludere che esse siano predittive della scelta di acquistare un caffè sospeso (D’Isanto, Di Martino, 2017). Ciononostante, i nostri risultati mostrano una certa tendenza per alcune categorie a compiere il gesto di lasciare il sospeso, e questo dato potrebbe risultare utile per la pianificazione di nuovi studi in tale ambito (D’Isanto, Di Martino, 2017).

Essendo uno studio esplorativo, non ci si è dati l’obiettivo di individuare una “tipologia di consumatore di caffè sospeso”, piuttosto di mostrare come tale comportamento sia particolarmente indicativo dell’atteggiamento degli esseri umani a valicare i limiti imposti dal modello di uomo economico. Il semplice dato che circa un terzo del campione abbia aderito a una pratica che sfida tutti i principi dell’Homo Oeconomicus, ci informa che tale modello non è applicabile per spiegare il comportamento del caffè sospeso.

 

Conclusioni

In questo lavoro si è cercato di ricostruire un percorso di analisi partendo dallo studio del paradigma di Homo Oeconomicus, investigando sulla parte più nascosta del suo comportamento, ossia il prosocial behaviour, fino descrivere nuove tecniche di ricerca in campo economico e l’esperimento svolto sul campo nella città di Napoli.

Indubbiamente, il modello di agente economico perfettamente razionale e interamente orientato al self-interest, designato dall’economia neoclassica e dominante il pensiero politico ed economico, si è rivelato molto importante, se non fondamentale, per formulare diverse teorie economiche e decisionali, e per comprendere dinamiche imprenditoriali e di mercato. Tuttavia è doveroso ammettere che tale modello non può essere più considerato come assoluto; è necessario un nuovo approccio all’economia, che comprenda lo studio di altre motivazioni umane e dei suoi limiti cognitivi. Come suffragato da questo lavoro, non sempre gli esseri umani calcolano razionalmente il rapporto costi-benefici: gli individui sono mossi da istinti, abitudini, curiosità, valori, e spesso sono spinti da sentimenti di empatia e compassione che inducono ad aiutare chi è nel bisogno, anche se si tratta di persone sconosciute. I dati sperimentali suggeriscono inoltre che, contrariamente alla teoria economica mainstream, le preferenze degli individui sono modificabili e vengono costantemente influenzate dai fattori ambientali del contesto che li circonda.

I risultati del presente esperimento confermano tali intuizioni. L’Homo Oeconomicus che ha partecipato al nostro esperimento si è dimostrato più prosocial di quanto lui stesso potesse immaginare, e questa sua tendenza non è legata né al suo livello di istruzione, né al tipo di lavoro svolto, né ad una presunta conformità alle norme sociali.

Alla luce di tali considerazioni è lecito affermare che, se i comportamenti individuali mostrano elementi evidenti di prosocialità, istituzioni come le imprese sociali, che sono principalmente volte al perseguimento di finalità sociali, hanno un fondamento più solido di quanto la tradizione che lega l’istituzione impresa all’Homo Oeconomicus, possa riconoscergli.

Federica D'Isanto Università degli Studi di Napoli "Federico II"

Salvatore Di Martino Leeds Beckett University UK